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23/09/2009

Un prophète - La dolcezza del cattivo

Quest’anno il Festival di Cannes ha assegnato il Grand Prix (secondo premio) a Un prophète di Jacques Audiard. Lo abbiamo visto nella rassegna Le vie del cinema da Cannes a Roma.

Malik, giovane arabo appena maggiorenne, viene condannato a sei anni di carcere e inizia una nuova vita in penitenziario: orfano, analfabeta, senza nessuno, si avvicina gradualmente all’anziano boss Cèsar Luciani, che tiene in pugno tutto l’istituto. [continua]

TAG un prophete jacques audiard cannes

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Di Emanuele Di Nicola il 23/09/2009 alle 17:05 | Non ci sono commenti

26/06/2009

Italia 1969-2009: Fellini Satyricon

Nel ‘69 è pronto Satyricon. Non è un caso che, mentre si occupavano le prime scuole e università, Federico Fellini stesse ultimando la libera trasposizione del testo di Petronio Arbitro.

Le vicende stralunate di Encolpio, giovane intellettuale nella Roma del primo secolo, che si contende con Asclito l’amore dell’efebo Gitone, è anche un modo per alludere all’attualità.
 
Impossibile scordare che il film si apre con una forte scena metalinguistica: una rappresentazione teatrale, gestita dall’attore Bernacchio, dove un interprete si vede mozzare un braccio tra le risa e gli applausi della sala.  Il Maestro lo dice subito: le abitudini sociali sono messinscena. Compreso il sentimento amoroso che, come evidente, si rivolge allo stesso modo verso femmine o maschi: “Questo ragazzo è più di una sposa – afferma Bernacchio riferito al suo efebo -, guardate come l’ho addestrato bene nelle parti di donna”. [continua]

TAG cinema satyricon fellini sessantotto contestazione italia

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Di Emanuele Di Nicola il 26/06/2009 alle 15:21 | Non ci sono commenti

22/06/2009

Lars Von Trauma: Traumatizzo dunque sono

Su una cosa non si discute: per traumatizzare, Antichrist traumatizza. Personalmente, sono uscito dal cinema nauseato, schifato, in senso letterale (cioè, avevo la nausea). Ora, è troppo chiedere a un regista del calibro di von Trier di brutalizzarmi − se proprio deve − con mezzi più raffinati, anziché con scene di gine-porno-horror-splatter di bassa macelleria? A traumatizzare così sono buoni tutti, non c'è bisogno di Lars von Trier. Non c'è proprio altro modo per colpire lo spettatore che fracassargli i testicoli, lanciandogli contro una tavola di legno massello, o − nel caso si tratti di spettatrici − di praticar loro la clitoridectomia, tanto per citare due cose che si vedono nel film? Ma vorrei dire qualcosa di portata spero più generale. [continua]

TAG trauma charlotte gainsbourg lars von trier antichrist willem dafoe cannes

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Di Emanuele Di Nicola il 22/06/2009 alle 14:26 | Ci sono 2 commenti

18/06/2009

Speciale Lars Von Trauma

Un film dovrebbe essere come un sasso nella scarpa.
(Lars Von Trier)

“A Cannes si ride a crepapelle.
In maniera smodata per la proiezione de ‘L’Anticristo’ di Lars Von Trier (…). Schernito a più non posso alla proiezione della stampa, da un pubblico emotivamente fragile, l'autore danese si addentra nei meandri della psiche umana fino alla completa follia”. Così l’Adnkronos, 18 maggio 2009 alle 15:20, lancio dal Festival di Cannes. Lo stesso giorno insiste l’Agi: “Il già annunciato scandaloso Antichrist di Lars Von Trier è stato accolto con pochi applausi e molti buuu”, e l’Ansa il giorno dopo: “Accolto con freddezza Antichrist, pochi applausi e fischi”. Il regista danese [continua]

TAG charlotte gainsbourg lars von trier antichrist willem dafoe cannes

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Di Emanuele Di Nicola il 18/06/2009 alle 23:12 | Non ci sono commenti

15/05/2009

Italia 1969-2009

Un grande evento, naturalmente, non si consegna subito al campo dell’elaborazione artistica: prima viene percepito in modo parziale, non entra ancora nella coscienza, è una trattazione inconsapevole ma già inizia a lasciare traccia. Esattamente ciò che avviene con il cinema italiano nel 1968 e 1969. Cosa fanno i grandi registi in quegli anni?

Il giovane Bertolucci è apertamente politico in Partner, con la storia di un maestro di teatro alle prese con il suo alter ego rivoluzionario. Pasolini chiude Teorema con un finale sessantottino: il pater familias, ormai distrutto e umiliato, si spoglia e fugge dalla fabbrica di sua proprietà. Fellini si applica al Satyricon e con i personaggi di Petronio Arbitro, i costumi eccessivi come risposta alla decadenza generalizzata, offre una vasta rete di sottintesi. Non si filma direttamente il movimento studentesco, ma sono presenti rimandi, metafore, segni con significati precisi. Insomma, si parla al passato per alludere al presente. [continua]

TAG cinema sessantotto italia contestazione

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Di Emanuele Di Nicola il 15/05/2009 alle 15:46 | Non ci sono commenti

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