09/01/2012
Paura al Pigneto

Arrivo al Pigneto la sera di giovedì 5 gennaio. La strada pedonale che domina il quartiere romano è costellata di bar e ristoranti, sia sulla destra che sulla sinistra. Negli ultimi anni si è sviluppato qualche cineclub, un paio di caffè letterari, molti locali. E’ il quartiere dove Pasolini ha girato Accattone, è lo storico quartiere dei ferrovieri di Roma. Oggi è abitato da residenti del Pigneto di vecchia data, studenti fuorisede e lavoratori stranieri. Wikipedia lo definisce “uno dei centri più ferventi della movida della capitale”.
Giovedì via del Pigneto è deserta. Non solo per il ponte dell’Epifania. Polizia ovunque, posti di blocco e agenti armati. La strada è buia, molti negozi sono chiusi, anche quelli sempre aperti. C'è un terzo della gente del solito, se non di meno. Poche ore prima un cinese è stato ucciso con la figlia di sei mesi a Torpignattara, pochi passi da qui: e al Pigneto aveva la sua attività commerciale, proprio in questo quartiere. Nella Roma di Alemanno regnano lame e pistole, come ci spiega Orsatti nel suo reportage. Entro in un bar di recente apertura e saluto il proprietario, un ragazzo giovane:
“Hai visto quello che è successo?”, chiedo.
“Sì, davvero incredibile…”, dice lui.
“E poi proprio i cinesi”
Scuote la testa.
“Eh già: sono quelli che lavorano sempre, quelli che si impegnano di più qui da noi. Non hanno mai fatto male a nessuno”
“Ma perché oggi la strada è vuota?”
“Boh… pare che la gente c’ha paura”.
Di Emanuele Di Nicola il 09/01/2012 alle 19:38


