06/02/2012
La scomparsa di Alemanno
Certamente non si può attribuire a un sindaco la responsabilità per un evento atmosferico. Ma stavolta facciamo un'eccezione: la neve a Roma è colpa di Gianni Alemanno. Scherzi a parte, vedere ieri l'intervento di Alemanno alla trasmissione In mezz'ora contro il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, è un'esperienza indecorosa che ci offende. D'altronde i romani non sanno più cosa pensare, di fronte a titoli come (Repubblica.it) "Alemanno attacca il Meteo" oppure "Il sindaco contro le previsioni del tempo".
Gianni contro la gianna, dunque. Guardiamo questa sceneggiata napoletana e - dopotutto - non ci preoccupiamo più di tanto: nelle elezioni del 2013 Alemanno verrà travolto da qualunque sfidante, nessuno sentirà più parlare di lui, lo voteranno solo i tassisti e i dipendenti di Atac e Ama (alcuni), più di 1.900 che secondo l'inchiesta Parentopoli ha contribuito a far assumere. Nessun altro scriverà il suo nome sulla scheda, considerando che addirittura l'estrema destra presenta candidati autonomi. In attesa della clamorosa sconfitta di Alemanno, diventa una metafora l'immagine populista e demagoga del sindaco con la pala in mano, che dopo giorni di latitanza finge di spazzare la neve: il sindaco si scava la fossa da solo.
Ma non mi basta. Dopo l'alluvione della città osservata con le braccia conserte, dopo l'esplosione della violenza politica e della criminalità generalizzata, dopo i 35 omicidi in un anno, la disfatta elettorale mi sembra troppo poco. Il sindaco dovrebbe sparire: e non sto parlando di scomparsa dal punto di vista fisico, assolutamente no, ma di una sana, pura e semplice "sparizione". Come il grande fisico Ettore Majorana, che fece perdere le sue tracce il 26 marzo 1938: nessuno ne ha più saputo niente, solo congetture. In questo caso, però, non ci sarebbe Sciascia a raccogliere indizi e ricostruirne la storia. A dir la verità, non ci sarebbe proprio nessuno. Tutti si dimenticherebbero di Alemanno. E allora forza Gianni, che il 26 marzo è vicino. Basta immobilismo, basta dichiarazioni assurde, basta pubbliche umiliazioni e nessuna sconfitta alle urne: vogliamo, semplicemente, una bella scomparsa. Ci vuole un attimo, puff, e il sindaco di Roma non c'è più. Tanto qual è la differenza?Gianna = il termine, usato nel dialetto romanesco, deriverebbe dal nome di una certa sora Gianna, che aveva l'abitudine di lasciare sempre aperte le finestre tutto l'anno, così che in inverno in casa sua faceva molto freddo (da Wikipedia)
Foto: pupazzo di neve fuma e beve, Roma, zona Colosseo, 04/02/2012
Di Emanuele Di Nicola il 06/02/2012 alle 13:02
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giusto i pupazzi sanno fare a roma...e questo sarebbe un "UOMO"""sei solo un pupazzo caro sindaco...per pochi cm.di neve cosa volevi la divisione folgore???Che cacchio ci stanno a fare i tuoi dipendenti...a bologna ne e' venuta quasi un metro e i ragazzi a scuola ci vanno...ha ragione la lega a questo fatto...siete dei cialtroni solo capaci di lamentarvi e basta....LAVORATE CIALTRONI.....
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COSA FA A ROMA ALEMANNO? IL TURISTA, E CI TOCCA PURE PAGARLO
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