20/01/2012
In difesa di Megavideo

Ha ragione l'Fbi: non bisogna vedere i film in streaming. Ma non certo per i motivi legali con cui stanotte il dipartimento americano ha giustificato l'arresto di Kim Schmitz. Lo streaming ti impone i suoi tempi, dopo 72 minuti di visione devi aspettare mezz'ora per riprendere (e i film non accettano pause), oppure lanciarti nel groviglio di fili per staccare/riattaccare il tuo router. Senza contare che lo streaming penalizza le piccole produzioni: un lungo esercito di pellicole low budget dove non esistono ricchi, anzi sono sempre alla ricerca di fondi, dal montatore al microfonista. Meglio sicuramente andare al cinema (la televisione mai).
E se i film non escono? Nel bellissimo libro “Dispersi - Guida ai film che non vi fanno vedere” (edizioni Falsopiano 2010), gli autori recensiscono 100 film che non sono mai arrivati in Italia. I motivi sono i più vari: dai temi ritenuti scomodi o invendibili fino alla semplice distrazione dei distributori (la maggioranza). Film di nicchia, si potrebbe pensare. Niente affatto: negli ultimi anni non abbiamo visto opere di Gus Van Sant, Peter Greenaway, Jean-Luc Godard, Todd Solondz... Scrive Alberto Brumana nell'introduzione: “Ogni anno, nel mondo, vengono realizzati circa 25.000 film. Di questi, meno di 500 arrivano fino alla distribuzione italiana. Eliminato il centinaio direttamente girato nel nostro paese e fatto un rapido calcolo, scopriamo di poter vedere meno del 2% della produzione mondiale”.Su Megavideo era possibile vedere alcuni di questi film. Molti sono stati sottotitolati da appassionati, non retribuiti da nessuno, che ci hanno messo tempo e fatica a titolo personale. La polizia americana non è stata in grado di effettuare un controllo su Megavideo, dividendo il traffico legale da quello illegale (la minoranza), ha quindi deciso di chiuderlo. Il Congresso sta per discutere una legge anti-pirateria, la chiusura è un fatto politico. Non ci preoccupiamo, ci saranno altri Megavideo. Intanto, tralasciando l'annosa disputa sui diritti d'autore, a chi mi domanda perché Megavideo non deve chiudere rispondo semplicemente: per il cinema che ci stiamo perdendo.

I Dispersi
Foto: Gerry di Gus Van Sant, un invisibile imperdibile
Di Emanuele Di Nicola il 20/01/2012 alle 13:11


