26/11/2010
Martone contemporaneo

Provare a leggere la radice dello Stato italiano ci aiuta a comprendere molte cose della pianta che ne è sviluppata.
(Mario Martone)
Una libera interpretazione di Noi credevamo:
- Il mazziniano Angelo pugnala a morte l'ex compagno Salvatore, accusato di collaborare con le forze dell'ordine. Allo stesso modo, come si racconta ne Il sol dell'avvenire, anche le Brigate Rosse tentavano l'eliminazione dei compagni che tradivano l'Ideale.- I cospiratori arrestati si riuniscono in carcere per riflettere sulle prossime mosse. Includono nella discussione i nobili e gli intellettuali, escludono i popolani e i contadini. La difficoltà della sinistra nel rivolgersi alla gente comune.
- Il tiranno Napoleone III sfugge all'attentato dei repubblicani e, ignorando l'intreccio di cadaveri a terra, fa il suo ingresso a teatro per salutare la platea nobiliare, accolto da un applauso. L'immagine sovrasta la verità dei fatti.
- All'atto di unificazione dell'Italia, gli ex movimentisti si accomodano sistematicamente in Parlamento. Giacobini o no global? E' impietosa la conta di quanti ex contestatori hanno seguito questo percorso negli ultimi dieci anni.
- Il fantasma di Francesco Crispi, dagli scranni del nuovo Parlamento italiano, si esibisce in un esercizio di voltagabbana, completando il passaggio dal puro repubblicanesimo alla monarchia dei Savoia. Il trasformismo parlamentare, esattamente come le trattative politiche in atto questi giorni.
- "Io non leggo mai, sono i libri che vi hanno messo in testa queste id
ee". Così il capo carceriere si rivolge ai cospiratori mazziniani, costretti a una lunga detenzione. Non vengono subito in mente i tagli alla cultura?- Nel Mezzogiorno i soldati del regno e i repubblicani si uccidono a vicenda, esponendo i rispettivi cadaveri nelle modalità più crudeli. La raggiunta unità non evita di rimpiangere la situazione precedente, l'Italia lottizzata dai sovrani stranieri: "Prima almeno c'era lavoro", dice il ricamatore di seta. Ecco la questione dell'occupazione.
- I garibaldini in marcia verso Roma intonano Camicia Rossa. Proprio come Bandiera rossa, perchè in questo film la contestazione degli anni '70 si legge tutta in filigrana...
Di Emanuele Di Nicola il 26/11/2010 alle 14:58


