08/10/2010
Nobel, Stoccolma rialza la testa
Il premio istituito da Alfred Nobel nel 1901 fa discutere. Prima si arrabbia il Vaticano: il biologo inglese, Robert Geoffrey Edwards, vince il Nobel per la medicina “per lo sviluppo della fecondazione in vitro”. Secondo la Santa Sede, invece, non ha fatto altro che favorire “il mercato degli ovociti”. E oggi (8 ottobre) arriva il piatto principale: il comitato di Oslo conferisce il Nobel per la pace a Liu Xiaobo, dissidente cinese agli arresti, una vita all’opposizione contro il regime di Pechino. Che subito gli manda la polizia a casa.
L'azione di Liu è proprio roba forte. Soprattutto quando si legge Carta08 (il testo integrale), il documento scritto insieme ad altri intellettuali per chiedere la democrazia in Cina: “Il popolo cinese – recita a chiare lettere - comprende molti cittadini che vedono nitidamente che la libertà, l’uguaglianza e i diritti umani sono valori universali dell’umanità e che la democrazia e un governo costituzionale sono le istituzioni fondamentali per proteggere questi valori”.
Ma la critica alla “repubblica popolare” è anche più diretta: “La realtà che chiunque può vedere è che in Cina ci sono molte leggi, ma non un modo di governare basato sulla legge”. Per chi non avesse ancora capito: “C’è una Costituzione ma non un governo costituzionale; l’elitè al potere continua ad aggrapparsi al suo potere autoritario e a respingere qualsiasi movimento verso un cambiamento politico”.
E pensare che l’anno scorso il Nobel per la pace era andato a Barack Obama. Peccato che il presidente degli Stati Uniti, meno di due mesi dopo, aveva inviato 30mila soldati a fare la guerra in Afghanistan. Invece Liu è attualmente dietro le sbarre, ma il premio apre la strada a una possibile campagna internazionale per la sua liberazione. Amnesty chiede il rilascio immediato. Stoccolma rialza la testa.
Di Emanuele Di Nicola il 08/10/2010 alle 12:51


