18/01/2010

Brothers - Il dramma non decolla

Già il modello, Brodre (2004) di Susanne Bier, non mi aveva convinto. Il remake americano di Jim Sheridan, regista irlandese, conferma tutte le perplessità della storia originariamente scritta dallo sceneggiatore danese Anders Thomas Jensen, qui appena rivista da David Benioff.
 

Di fondo, Brothers è un dramma poco plausibile: due fratelli, schematicamente ripartiti per tratti caratteriali – un coraggioso marine e uno scapestrato galeotto -, si scambiano i ruoli nella gestione della famiglia del primo. Quando Sam (Tobey Maguire) viene creduto morto in Afghanistan, dunque, Tommy (Jake Gyllenhaal) si avvicina alla splendida moglie (Natalie Portman) e alle due figlie…

La parte afgana, l’anello più debole del film della Bier, purtroppo non migliora: per la seconda volta il territorio nemico è mostrato come un ricettacolo di atrocità, con i soldati americani mediamente vittime, coinvolti nelle ostilità loro malgrado, che cadono in mano ai talebani cinici e spietati. I quali si divertono a infliggere le più atroci torture, come l’obbligo di uccidersi a vicenda. Sheridan, come la collega danese, evita di problematizzare il discorso sia a livello politico (Afghanistan) che sul piano drammatico (Stati Uniti).

Nel territorio americano, infatti, le cose non vanno molto meglio: la moglie di Sam è attratta da Tom in modo meccanico, subito dopo la scomparsa del marito, senza una vera evoluzione della vicenda… Allo stesso modo, anche le figlie piccole si dividono equamente le pulsioni (una più obbediente, l’altra schietta quindi eversiva), così come il padre (Sam Shepard) è rinchiuso nella macchietta – il reduce dal Vietnam alcolizzato – e la madre (Mare Winningham) resta sempre trasparente, tranne in un paio di scene di “commozione” ovviamente affidate alla figura femminile.

L’importanza del disegno dei personaggi nel dramma spiega automaticamente perché il film non sia riuscito. Jim Sheridan, poi, a tratti si conferma un regista (la sua prova migliore, Nel nome del padre) e riesce a ravvivare alcune scene madri con innegabile mestiere: soprattutto i due pranzi, iniziale e finale, rispettivamente guastati dall’asprezza del padre e dall’intervento della bambina, che disturba la conversazione strofinando un palloncino di plastica… Nota a margine: non si può mai mangiare in pace in una famiglia americana. Attenuante finale: vista la debolezza dell’originale, forse non si poteva fare di meglio. Considerazione maliziosa: non era obbligatorio provarci.

(Brothers - Regia: Jim Sheridan - Cast: Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal, Natalie Portman - Durata: 108' - Distribuzione: 01)

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Di Emanuele Di Nicola il 18/01/2010 alle 10:00



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