23/12/2009
Man on the Moon
La sorpresa di questa prima parte di stagione si chiama Moon di Duncan Jones. Diciamolo chiaramente: nessuno si sarebbe aspettato qualcosa di memorabile dal figlio di David Bowie che, in quanto tale, allungava aprioristicamente il sospetto di una parentela ingombrante. E invece.
Sam Bell, astronauta incaricato di estrarre l’Elio-3 dalla superficie della Luna, sta per completare il contratto triennale con la Lunar Industries. Aspetta solo di rivedere la moglie e la figlia piccola, che lo attendono sulla Terra. Negli ultimi giorni di lavoro sulla base lunare, però, inizia ad avvertire sensazioni particolari: debolezza, giramenti di testa, visioni di una donna. Poi avviene uno strano incidente…
Un film indipendente, girato con soli 5 milioni di dollari, affidato praticamente a un unico attore (Sam Rockwell, da rivalutare), dimostra come nel fare cinema contino soprattutto le idee. Moon ne è pieno: a cominciare dall'omaggio discreto alla fantascienza fine ’60 – anni ’70 (molti richiami a 2001 - Odissea nello spazio, ma non ingombranti) per passare attraverso la messinscena semplice e immediata che, pure su argomenti estremamente complessi – la solitudine dell’uomo, la sua finitezza dinanzi al cosmo -, costruisce l’intreccio e colpisce in modo sempre diretto.
E poi c’è un’altra idea:
SPOILER (evidenzia lo spazio qui sotto)
Il dialogo tra cloni è un lungo e paradossale confronto tra Sam e Sam. Questo si configura come uno scambio tra vari lati del carattere e diverse età della vita della stessa persona: il primo Sam ha già vissuto l’esperienza sulla Luna, il secondo Sam è appena arrivato. L’uno ha appianato i nodi più ruvidi del suo carattere, diventando un uomo solitario e pensieroso, quasi vecchio, l’altro mostra ancora il vigore e la rabbia dell’età adulta. Entrambi hanno lo stesso passato, sono sposati con la stessa donna, ma l’uno ha consapevolezza che non la rivedrà più, l’altro si illude di poterla riabbracciare. Quando la realizzazione della reale condizione è condivisa e interiorizzata, allora può scoppiare la rivolta contro l’azienda (la Lunar). Condotta da Sam con un alleato sicuro: sé stesso. Finale eversivo, da vera fantascienza: contro le corporations si è sempre soli. O al massimo con i propri cloni.
(Moon - Regia: Duncan Jones - Cast: Sam Rockwell, Kevin Spacey voce, Dominique McElligott - Durata: 97' - Distribuzione: Sony Pictures)

Di Emanuele Di Nicola il 23/12/2009 alle 16:30
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E' interessante questo Elio3, che apparte nel film, sembra che si trovi realmente in grandi quantità sul suolo Lunare, tanto che se sfruttato potrebbe essere fonte di energia per altri 1000 anni, quindi che ben venga la colonizzazione del nostro satellite, ma opterei per uno stato a se.
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