12/06/2009
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Quattro ex terroristi si siedono a tavola, nello stesso ristorante di Reggio Emilia in cui nel 1970 fondarono le Brigate Rosse, e rievocano la scelta della lotta armata. Ha una struttura semplice e pulita il film documentario di Gianfranco Pannone, scritto con il giornalista di Panorama Giovanni Fasanella. Il tempo è visto in forma di anello: i protagonisti, che hanno pagato e superato le proprie posizioni ideologiche, si ritrovano nella stessa situazione come se nulla fosse successo.
E’ doveroso soffermarsi sullo specifico cinematografico: un esercizio che, a causa della polemica politica generalizzata, è caduto piuttosto in disuso. Il sol dell’avvenire ha tutto ciò che fa un buon documentario: non vuole spiegare, è disposto ad ascoltare, lascia parlare gli interpellati. Per questo la versione degli anziani brigatisti non suona compiaciuta, è solo un punto di vista: la ricostruzione sincera di un’esperienza, con la sua gamma di dolori e contraddizioni, diventa materia narrativa a pieno titolo e come tale va considerata.
Anche la cura del dettaglio tecnico è inattaccabile. Sarebbe stato facile (e comodo) per gli autori puntare tutto sul tema trattato e costringere la confezione in secondo piano; invece il film alterna le ricostruzioni degli intervistati a momenti più astratti, come l’inizio, che si risolve in un videoclip sui generis di Robespierre, la hit vetero-comunista degli Offlaga Disco Paz. Visivamente riusciti anche i momenti concettuali, infarciti da simboli e motivi sovietici che chiaramente vanno letti al secondo grado: non c’è contiguità ma ricostruzione, l’ideologia si rievoca attraverso la rappresentazione dei suoi feticci.
Finale di rottura. Il brigatista in lacrime, che racconta un episodio particolare del trascorso (attenzione alle sue parole), in questo modo fa luce esattamente su ciò che passava per quelle menti. Inchiodando la camera sul suo volto, lasciandolo piangere, Pannone sgretola l’ideologia particolare e parla di tutti gli uomini, delle loro speranze e tragedie, si apre alla società universale.
Insomma Il sol dell’avvenire è anche un film, non solo un grumo di polemiche, per questo merita una visita.
Articolo: Il film proiettato a Roma (da rassegna.it)
(Il sol dell’avvenire – Regia: Gianfranco Pannone – Cast: Alberto Franceschini, Tonino Loris Paroli, Roberto Ognibene – Durata: ’78 – Distribuzione: Chiarelettere)
Di Emanuele Di Nicola il 12/06/2009 alle 17:12


