13/11/2009
TV: Il destino di Jesse James
L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert FordVenerdì 13 novembre
Rete4, ore 21.10
L'assassino di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, regia di Andrew Dominik, ha sconvolto la stagione cinematografica 2007-2008.
Il bandito Jesse James è alle prese col destino: la mano del fato, applicandosi a caratteri particolari inseriti nel contesto specifico (un western crepuscolare da "funerale del genere"), segna le anime e indirizza il cammino dei protagonisti. Tutto è deciso, ovunque c'è sovradeterminazione. Jesse si appresta alla scomparsa: sia il personaggio che il film ne sembrano consapevoli. E’ un’atmosfera cinerea, un clima plumbeo, un cielo inquieto che riempie gli sfondi e costruisce la profondità degli spazi. I corpi dei personaggi affiorano sempre dal buio.
Nei cromatismi tinteggiati sul nero - una fotografia maiuscola non lascia la pupilla -, tra violenti fiotti di luce e illuminazione a candela, le figure si muovono nell’oscurità come se fossero già morte. Insieme alla voce fuori campo, che descrive gli scenari proiettandoli in avanti con sguardo onnisciente, Jesse James e Robert Ford intonano la propria ballata come una storia di fantasmi. Si trovano fra le pieghe della Storia e presto diventeranno oggetti di folklore, insomma sono spettri in via di dissolvimento.
Adottando l'ipotesi fantasmatica, si capisce perchè i punti di visione siano manomessi: sfocati, rallentati, velocizzati o filtrati. La banda di James viene intravista attraverso il vetro di una finestra, esattamente come la rievocazione di un ricordo. Sempre equivoca, sfaccettata, contraddittoria la narrazione del mito americano (vedi Big Fish): è questa imprecisione, questa sfocatezza dei contorni, che la pellicola cattura in pieno, cogliendo l'indicibile. Il frammento visivo è il punto centrale del discorso.
Quando si arriva alla ripresa dell’omicidio del titolo, c'è uno degli stralci più visionari del cinema recente. Qui esplode il raffinato intrigo di rimandi tra Jesse James e Robert Ford: la figura del secondo si specchia nel vetro del quadro, sembra dire: Non sarò mai come te, quindi ti uccido. E Jesse cade esanime, schiantandosi proprio sulla sua stessa immagine. Un'immagine che sarà vanamente ricercata e ricreata nell’ultima parte, che attraverso la rappresentazione teatrale sulla vita di JJ ci parla apertamente di storytelling: il vissuto diventa racconto, la novella scivola nella tradizione. Il bandito svanisce, il codardo resta vivo ancora per poco.
(L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford - Regia: Andrew Dominik - Cast: Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Rockwell - Durata: 155')

Di Emanuele Di Nicola il 13/11/2009 alle 18:01
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Sono d'accordo, confermo e sottoscrivo. Penso che in virtù del lato simbolico, che caratterizza i personaggi come "miti", non sia importante l'età degli attori: per questo si lascia passare la discrepanza Affleck/Ford, che in un contesto più realistico poteva stonare... Un abbraccio
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Bell'articolo, condivido in pieno! Solo avrei aggiunto che è stata magistrale l'interpretazione del complesso personaggio Bob Ford, intepretato da Casey Affleck (un trentenne nei panni di un diciannovenne!).
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