19/10/2009
James Ivory illumina il Festival di Roma

The city of your final destination. James Ivory illumina il Festival di Roma: il regista di Camera con vista presenta un film con almeno quattro strati di lettura. La vita del giovane biografo Omar, che vuole scrivere un libro sullo scrittore latinoamericano Jules Gund; la famiglia di Gund, morto suicida, che continua a vivere insieme nella villa in Uruguay; la storia dello stesso Gund, filtrata dalla memoria dei parenti, e i motivi della sua misteriosa scomparsa; infine il libro che Gund stava scrivendo al momento della morte, ovvero la storia della sua famiglia. Il libro di Gund è il film stesso: quando il biografo arriva in Uruguay entra in un film di James Ivory. Segreti di famiglia, dimensione metalinguistica - la biografia di Gund si trasforma in quella dei suoi parenti -, dialoghi letterari nel senso di profondità e accuratezza, interpretazioni armoniose (Hopkins e Linney su tutti) per la prova migliore vista finora all'auditorium.
The Imaginarium of Doctor Parnassus. Non ha misura nè equilibrio il fantastico di Terry Gilliam: succede di tutto - decisamente troppo -, procede per accumulazione, nessun filo logico. Sbalestrato, eccessivo, anche lungo: eppure il film a tratti si infiamma, come nella sequenza in cui Johnny Deep "ricorda" Heath Ledger, ad alto voltaggio filmico ed emozionale ("Chi muore giovane non invecchia mai"). E' proprio la scomparsa dell'attore, e il modo peculiare in cui viene sostituito (da Deep, Jude Law, Colin Farrell) che lo farà ricordare nei prossimi anni.
Up in the air. Riecco Jason Reitman, che ha già vinto il Festival con Juno, con una prova evanescente: schema classico della commedia americana ma senza l'acutezza di quest'ultima (JR non è Frank Capra), battute da risata a tutti i costi (che quindi non fanno ridere), lunghissimi ammicchi di George Clooney. Tutto ciò per un film che tiene per un'ora e nella seconda parte si spegne sotto i nostri occhi. La confezione inattaccabile non toglie nè aggiunge nulla alla sostanza. "Commedia della crisi", si è detto: economica o creativa?
Viola di mare. L'amore saffico di due ragazze nella Lampedusa di metà Ottocento. Può piacere agli appassionati di televisione: è infatti questo il target di riferimento di Donatella Maiorca, che firma il primo, faticoso film italiano in concorso.
Di Emanuele Di Nicola il 19/10/2009 alle 12:05


