10/12/2009
L'acchiappasogni - King batte Kasdan
L'acchiappasogniGiovedì 10 dicembre
Rete4, ore 1.55
Un gruppo di quattro adolescenti stringe un legame particolare con Duddits, un giovane affetto da ritardo mentale; venti anni dopo questi si ritrovano per un tranquillo weekend di caccia, ma qualcosa andrà storto. Dovranno addirittura affrontare un attacco alieno…
The Dreamcatcher (2001) non è il romanzo migliore di Stephen King. Impostato allo stesso modo di Stand by me (il film di Rob Reiner tratto dal racconto The Body), cioè con una frammentazione temporale che guarda all’indietro per scoprire gradualmente il rimosso del passato, sembra scritto da un autore che “imita” King ripercorrendone quasi meticolosamente tutti i luoghi comuni (il gruppo di amici, inevitabile). Seppure abbia innegabili pregi di costruzione, molti lo leggono come un tassello della minorità dello scrittore che – dicono gli esegeti – è definitivamente finita con l’ultimo The Dome.
Ci sono le premesse, allora, perché Lawrence Kasdan entri di diritto nel lungo filone degli “stupratori” del romanziere (che non ha ispirato solo Kubrick, purtroppo): e allora nel film vediamo biscioni alieni uscire dal gabinetto, il contagio extraterrestre si espande a colpi di funzioni corporali (rutti, aerofagia eccetera). Invero la prima parte della pellicola – circa 40 minuti – si dipana onestamente: non ha guizzi particolari, ma delinea i personaggi costruendo un’atmosfera di sottile tensione. Dall’inizio, però, tutto suona già visto: compreso l’incidente d’auto che nel corso dell’intreccio assumerà un significato diverso, esattamente come Signs di Shyamalan.
Kasdan, ieri autore di cose non disprezzabili, per quanto molto sopravvalutate (vedi Il grande freddo), si applica al romanzo kinghiano dalla parte dell’industry hollwoodiana: poco interesse per l’approfondimento dei caratteri, introspezione azzerata, ricerca dell’effetto facile. Significativo in tal senso il trattamento del personaggio di Jonesy, il ragazzo che per primo “vede” gli alieni: questi, nel testo di riferimento, entra nelle “stanze della memoria” dei suoi amici, ma qui viene impaginato in modo piuttosto artificioso e didascalico. Del tutto latitante il dato autobiografico della pagina, che richiama il drammatico incidente stradale di Stephen King nel 1999, innescando un inquietante cortocircuito tra trama del romanzo e realtà dello scrittore.
Il regista respinge ogni tipo di complessità – anche quella collegata all’acchiappasogni del titolo – e preferisce fermarsi dalle parti di Indipendence Day: c’è un’invasione extraterrestre con riferimento iracheno (gli alieni che invocano pietà), l’obiettivo è la sopravvivenza del pianeta. Non basta a salvare il pacchetto l’ironia che deriva dalla pretenziosità della storia, con una patina da B-movie che si mostra solo a tratti, come quando Morgan Freeman annuncia solennemente di possedere la pistola di John Wayne (!). Risultato? Un King modesto è sempre meglio di un Kasdan “industriale”.
(L'acchiappasogni - Regia: Lawrence Kasdan - Cast: Thomas Jane, Jason Lee, Morgan Freeman - Durata: 134' - Anno: 2003)
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Di Emanuele Di Nicola il 10/12/2009 alle 10:00


