30/09/2009

Drag Me to Hell - Finalmente all'Inferno

Non c’è niente di sociale, ma molto di cinema, nell’ultima superlativa prova di Sam Raimi: Drag Me to Hell rimastica l’horror e ce lo restituisce nel suo peso forma. D’altronde il regista di Spider-Man (che ha sempre esordito con La Casa, attenzione) nel 2000 aveva già firmato il terrorizzante The Gift : quando torna alla base del genere, impartisce lezioni generali di tecnica e stile.
 

La storia della giovane bancaria che, rifiutando un prestito a una zingara ungherese, subisce la maledizione della Lamia (in tre giorni sprofonderà all’Inferno), è volutamente ridicola: l’impegno di coniugare paura e comicità è sempre stato nella testa del Raimi più horror. Il cineasta cita L’Aldilà di Lucio Fulci – le porte dell’Inferno che si schiudono – e si riferisce al suo stesso passato registico: basti vedere il ruolo particolare degli occhi, che fuoriescono continuamente dalle orbite, per tornare ancora a La Casa. E forse alla metafora dello stesso mezzo: l’occhio è il cinema, ovvio, dunque l’occhio che vola come il cinema che oltrepassa i suoi limiti. Nello specifico, il film ne scavalca parecchi con continua ironia filologica: una mosca si posa sulla cinepresa, ad esempio, per rivelare il carattere finto e pretestuoso della messinscena (che è appunto “incredibile”). 

Raimi ricorda il miglior Wes Craven (Scream, ma non solo) in questa voglia sfacciata di “sfottere” il genere: da citare almeno la cena idilliaca della famiglia americana, condita da dialoghi indecentemente scontati – e per questo credibili – che viene interrotta proprio dal ritorno della maledizione (il medio cinema Usa scosso dall’horror?). Ma non mancano deviazioni grottesche e demenziali agganci all’attualità: se pensiamo che la maledizione si scatena quando la banca respinge una proroga rovinando il suo cliente, infatti, abbiamo perfino un atipico e beffardo “horror della crisi”… Molte letture possibili, dunque, ma sia chiaro che su tutto resta la costruzione dell’immagine: Raimi è soprattutto uno straordinario regista come dimostra, a scanso di equivoci, la lunga sequenza al cimitero sotto la pioggia, semplicemente e banalmente terrificante… Adesso si applicherà a Spider-Man 4, noi lo aspettiamo al prossimo horror. Non senza paura.

(Drag Me to Hell – Regia: Sam Raimi – Durata: 99’ - Cast: Alison Lohman, Justin Long, Lorna Raver – Distribuzione: KeyFilms)

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Di Emanuele Di Nicola il 30/09/2009 alle 14:05



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