25/09/2009

Il mio Festival di Roma

E’ stato presentato oggi alla stampa il quarto Festival di Roma (15-23 ottobre). Qui il programma completo, di seguito le prime impressioni personali. Fermo restando che ogni film è lì per essere visto, tutti meritano una possibilità. Sempre, naturalmente, sulla carta.
 


LE STELLE

Cèdric Kahn. Il 43enne regista francese non deve dimostrare nulla: dopo Roberto Succo, dopo il bellissimo Luci nella notte – un viaggio marito/moglie che si trasforma in “abisso di coppia” -, adesso porta a Roma il suo ultimo film. Titolo di esaltante sobrietà: Les Regrets (“I rimpianti”). Un uomo con la moglie malata rincontra la sua prima fiamma, rispettivamente Yvan Attal e Valeria Bruni Tedeschi (la sorella della signora Sarkozy), da puntarci a occhi chiusi.

Joel e Ethan Coen. I fratelli più quotati del cinema americano – dal punto di vista sia commerciale che autoriale – arrivano da anni molto altalenanti, basti citare le ultime prove: prima Non è un paese per vecchi, ritenuto da molti un capodopera, per chi scrive “solo” un ottimo adattamento del romanzo di McCarthy, poi un’uscita tutta di prammatica come A prova di spia. Impossibile però non considerare A serious man (Fuori concorso) come uno dei titoli principali.

Up in the air. Jason Reitman il Festival di Roma l’ha già vinto con Juno, il minimo è buttare un occhio sul suo nuovo lavoro. Commedia con protagonista carogna (un “tagliatore di teste” aziendale), ovvero George Clooney che si avvia verso l’ennesimo red carpet.

Omaggio a Heath Ledger. In particolare The Imaginarium of Doctor Parnassus di Terry Gilliam, l’ultimo film dell’interprete americano. Il quale, lo ricordiamo, è morto proprio mentre entrava nell’olimpo degli attori.

LE CHANCE


La strage di Marzabotto. L’eccidio nazista del 1944 viene evocato da Giorgio Diritti in L’uomo che verrà: a bocce ferme è anche il film italiano più stimolante, dall’autore dell’apprezzato Il vento fa il suo giro. Caratteristiche: antibanalità e gusto per la costruzione dell’immagine.

Triage. Danis Tanovic ha vinto l’Oscar con No man’s land. Poi il cineasta bosniaco si è trasferito nell’Europa occidentale, ha sfidato un incompiuto di Kieslowski e ci ha inflitto una cocente delusione con L’enfer. Potrebbe riscattarsi con questo thriller di guerra, dove il reporter Colin Farrell torna sconvolto dal Kurdistan.

Gioventù. E’ la traduzione di Qingnian di Geng Jun: il film cinese in concorso è ormai una tradizione per il festival e stavolta offre uno spaccato di ragazzi senza prospettive, in una provincia al confine con la Siberia. Mai sottovalutare le tradizioni.

Alice nella città. La sezione dedicata ai più piccoli sta crescendo – si perdoni il gioco di parole -, l’anno scorso è stata tra i maggiori acuti della rassegna. Indifferente ai nomi, affidata ad autori sconosciuti (ma c’è anche Lasse Hallstrom, l’autore de Le regole della casa del sidro), sono certo che regalerà qualcosa da ricordare.

I DUBBI

Margarethe Von Trotta.
L’abbiamo persa di vista nel 2003, quando l’antinazista Rosenstrasse ha guadagnato senza troppi fronzoli la definizione di “mattone”. Riuscirà la regista amatissima negli anni 80 (Leone d’Oro 1981 per Anni di piombo) a tornare grande? La risposta si chiama Vision, che alza il tiro – se possibile – e racconta Ildegarda di Bingen, santa dell’XI secolo.

Occhio sul mondo. Quest’anno la retrospettiva focalizza “sul tema globale dell’ambiente ed in particolare del cambiamento climatico” (dalla cartella stampa). Nel 2008 lo zoom era sul cinema brasiliano, ora si prova ad agganciare l’attualità più scottante (vedi il G20 di Pittsburgh). A prescindere dalla qualità, che sarà verificata, resta la convinzione che i contenuti di una retrospettiva vadano scelti su criteri squisitamente cinematografici. E non lasciarsi ammaliare dalle aperture dei telegiornali.

Coelho. Paulo Coelho’s Experimental Witch è un “mash-up movie”, il primo film realizzato mettendo insieme quindici piccoli film spediti dagli utenti della rete, basato sul libro La strega di Portobello. Scrittori che si cimentano con il cinema? Perplessità.

Oggi sposi di Luca Lucini.
Va bene il glamour, elemento inevitabile di ogni kermesse, ma ci voleva proprio il regista di Tre metri sopra il cielo?

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http://cinepressa.blog.rassegna.it/2009/09/25/154-il-mio-festival-di-roma/

Di Emanuele Di Nicola il 25/09/2009 alle 15:50



Leggi i commenti

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Non li ho ancora visti, sono solo impressioni basate sullo stile e i trascorsi dei singoli registi... ciao!
1
Ma come sai tutte queste cose? Ma quando hai visto tutti questi film!?

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