18/07/2009
Che hai fatto ieri sera?
Deviazione totale dal cinema sociale (sempre sotto l'ombrello del “quasi”) per segnalare la nuova commedia di Todd Phillips, Una notte da leoni. Doug sta per sposarsi, i suoi amici Phil e Stu lo accompagnano a Las Vegas per festeggiare l’addio al celibato; a loro si aggrega Alan, imminente cognato del primo e affetto da svariati disturbi mentali. Mattina dopo: i quattro si svegliano, non ricordano niente e Doug è scomparso. “Cosa abbiamo fatto ieri sera?”. The hangover (“la sbornia”) è un film che più classico non si può.
Allo stesso tempo, però, serve a spazzare via alcuni equivoci sull’attuale commedia americana: primo, che da una serie di stereotipi non si possa confezionare un risultato dignitoso. Secondo, che i registi Usa si limitino ai prodotti in serie e non facciano ridere. Phillips, che ha già affrontato la serie generazionale anni ‘70/80 Starsky & Hutch, è uno che ci sa fare: tra impennate grottesche e improvvise deviazioni nell’assurdo, vedi gli scherzi reciproci tra i protagonisti, per tutti lo spostato Alan che “si diverte” a rischiare lo scontro in autostrada con un tir. Terzo, che la commedia non sappia più andare oltre la confezione.
Qui due o tre cose si dicono chiaramente: la consistenza dei legami tra amici che proseguono nel tempo, per esempio, ma soprattutto il senso latente di insoddisfazione per la vita che si conduce. Anche dove i quadri sembrano idilliaci (Phil con moglie, figlio, lavoro stabile) in realtà c’è un forte rimosso che a tratti riaffiora: “Forse non torno a casa”, afferma (ironicamente?) il ragazzo. Nella gabbia della medietà americana, allora, anche dopo i 30 si avverte il bisogno di sovvertire le regole e sballarsi a Las Vegas.
Complice decisiva l’efficacia del pacchetto, valorizzato dalla trovata del blackout: i personaggi ripercorrono a ritroso le tappe della notte precedente e inscenano un thriller comico sui generis. Presto si arriva all’happening puro, imprevedibile ogni scena successiva, con risultati altalenanti (più scontata la prostituta interpretata da Heather Graham) ma molto spesso azzeccati. Particolarmente intelligente l’uso dei supporti ottici: attraverso flash mentali, testimonianze e telecamere a circuito chiuso avviene la ricostruzione dei fatti dimenticati, proponendosi anche come un’acuta metafora della visione (chi li ha visti? chi li registrati? si può “evadere” senza lasciare tracce?). Colpo di coda finale: il ritrovamento della macchina digitale che, superando eventuali ricordi sfocati, mostra la verità sulla notte brava con risultati piuttosto esilaranti.
(Una notte da leoni - Regia: Todd Phillips - Cast: Bradley Cooper, Ed Helms, Zack Galifianakis - Durata: 100' - Distribuzione: Warner Bros)
Di Emanuele Di Nicola il 18/07/2009 alle 12:00


