Post di giugno

26/06/2009

Italia 1969-2009: Fellini Satyricon

Nel ‘69 è pronto Satyricon. Non è un caso che, mentre si occupavano le prime scuole e università, Federico Fellini stesse ultimando la libera trasposizione del testo di Petronio Arbitro.

Le vicende stralunate di Encolpio, giovane intellettuale nella Roma del primo secolo, che si contende con Asclito l’amore dell’efebo Gitone, è anche un modo per alludere all’attualità.
 
Impossibile scordare che il film si apre con una forte scena metalinguistica: una rappresentazione teatrale, gestita dall’attore Bernacchio, dove un interprete si vede mozzare un braccio tra le risa e gli applausi della sala.  Il Maestro lo dice subito: le abitudini sociali sono messinscena. Compreso il sentimento amoroso che, come evidente, si rivolge allo stesso modo verso femmine o maschi: “Questo ragazzo è più di una sposa – afferma Bernacchio riferito al suo efebo -, guardate come l’ho addestrato bene nelle parti di donna”. [continua]

TAG cinema satyricon fellini sessantotto contestazione italia

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Di Emanuele Di Nicola il 26/06/2009 alle 15:21 | Non ci sono commenti

22/06/2009

Lars Von Trauma: Traumatizzo dunque sono

Su una cosa non si discute: per traumatizzare, Antichrist traumatizza. Personalmente, sono uscito dal cinema nauseato, schifato, in senso letterale (cioè, avevo la nausea). Ora, è troppo chiedere a un regista del calibro di von Trier di brutalizzarmi − se proprio deve − con mezzi più raffinati, anziché con scene di gine-porno-horror-splatter di bassa macelleria? A traumatizzare così sono buoni tutti, non c'è bisogno di Lars von Trier. Non c'è proprio altro modo per colpire lo spettatore che fracassargli i testicoli, lanciandogli contro una tavola di legno massello, o − nel caso si tratti di spettatrici − di praticar loro la clitoridectomia, tanto per citare due cose che si vedono nel film? Ma vorrei dire qualcosa di portata spero più generale. [continua]

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Di Emanuele Di Nicola il 22/06/2009 alle 14:26 | Ci sono 2 commenti

18/06/2009

Speciale Lars Von Trauma

Un film dovrebbe essere come un sasso nella scarpa.
(Lars Von Trier)

“A Cannes si ride a crepapelle.
In maniera smodata per la proiezione de ‘L’Anticristo’ di Lars Von Trier (…). Schernito a più non posso alla proiezione della stampa, da un pubblico emotivamente fragile, l'autore danese si addentra nei meandri della psiche umana fino alla completa follia”. Così l’Adnkronos, 18 maggio 2009 alle 15:20, lancio dal Festival di Cannes. Lo stesso giorno insiste l’Agi: “Il già annunciato scandaloso Antichrist di Lars Von Trier è stato accolto con pochi applausi e molti buuu”, e l’Ansa il giorno dopo: “Accolto con freddezza Antichrist, pochi applausi e fischi”. Il regista danese [continua]

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Di Emanuele Di Nicola il 18/06/2009 alle 23:12 | Non ci sono commenti

12/06/2009

Guarda il film

Quattro ex terroristi si siedono a tavola, nello stesso ristorante di Reggio Emilia in cui nel 1970 fondarono le Brigate Rosse, e rievocano la scelta della lotta armata. Ha una struttura semplice e pulita il film documentario di Gianfranco Pannone, scritto con il giornalista di Panorama Giovanni Fasanella. Il tempo è visto in forma di anello: i protagonisti, che hanno pagato e superato le proprie posizioni ideologiche, si ritrovano nella stessa situazione come se nulla fosse successo.

E’ doveroso soffermarsi sullo specifico cinematografico: un esercizio che, a causa della polemica politica generalizzata, è caduto piuttosto in disuso. Il sol dell’avvenire ha tutto ciò che fa un buon documentario: non vuole spiegare, è disposto ad ascoltare, lascia parlare gli interpellati. Per questo la versione degli anziani brigatisti non suona compiaciuta, è solo un punto di vista: la ricostruzione sincera di un’esperienza, con la sua gamma di dolori e contraddizioni, diventa materia narrativa a pieno titolo e come tale va considerata.

[continua]

TAG gianfranco pannone giovanni fasanella brigate rosse reggio emilia

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Di Emanuele Di Nicola il 12/06/2009 alle 17:12 | Non ci sono commenti

09/06/2009

Bellocchio/2: Girare intorno al capo

Personalmente ho trovato il film di Bellocchio abbastanza deludente: molto prevedibile cinematograficamente (a parte alcune chicche) e nella recitazione di Giovanna Mezzogiorno.
Credo che alla fine l’aspetto più interessante del film sia l’importanza data al corpo di Mussolini, alla sua fisicità, alla sua “vocazione” a occupare spazio in modo che a noi può sembrare ridicolo ma che fu un tratto fondamentale della sua capacità di creare consenso. Un tema per altro attualissimo, questo dell’uso del corpo, anche per il successo del leader mediatico dei nostri giorni, Silvio Berlusconi.
[continua]

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Di Emanuele Di Nicola il 09/06/2009 alle 14:13 | Non ci sono commenti

08/06/2009

Bellocchio/1: Ho sposato un dittatore

Per Marco Bellocchio un personaggio storico è una suggestione, un’epoca passata è uno stato d’animo. Lo ha dimostrato in Buongiorno, notte, il capolavoro del secondo periodo, lo conferma pienamente in questo Vincere.

Nel film su Ida Dalser, amante ripudiata e forse prima moglie (non fu mai provato) di Benito Mussolini, torna lo sguardo che già aveva inquadrato Aldo Moro: considerare un fatto storico, elaborarlo, reinterpretarlo, darne una lettura peculiare e relativa, non attinente alla verità, è il metodo del regista.
[continua]

TAG mussolini marco bellocchio vincere giovanna mezzogiorno filippo timi fascismo

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Di Emanuele Di Nicola il 08/06/2009 alle 15:32 | Non ci sono commenti

05/06/2009

Ciao David



You're not a bad person, you're a terrific person. You're my favourite person. But every once in a while, you can be a real cunt.
(Kill Bill: Vol.2)

David Carradine
(Hollywood, 8 dicembre 1936 - Bangkok, 3 giugno 2009)

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Di Emanuele Di Nicola il 05/06/2009 alle 11:08 | Non ci sono commenti

04/06/2009

Quei comunisti del premio Oscar

“You Commies! Gay-loving sons of guns!”. Così la notte del 22 febbraio 2009, dopo aver vinto l’Oscar come miglior attore protagonista per Milk, Sean Penn si è rivolto ai giurati dell’Academy Awards: “Comunisti! Amanti dei gay figli di buona donna!”.

Chiamare “comunisti” i giurati del premio più glamour dell’industria cinematografica mondiale, oltre a rappresentare l’ennesima tappa degli aneddoti che circondano l’evento, a ben vedere, rivela soprattutto una consapevolezza: l’attore americano ha realizzato il valore del suo premio in chiave sociale. “Per coloro che hanno votato contro i matrimoni gay – ha detto – credo sia giunto il tempo di fermarsi,
[continua]

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Di Emanuele Di Nicola il 04/06/2009 alle 00:00 | Non ci sono commenti

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