05/10/2009

Man on wire - Il funambolo vacilla

E' uscito in questi giorni per Feltrinelli il Dvd di Man on wire di James Marsh, premio Oscar miglior documentario 2008. Il film, che è passato all'ultimo Festival di Roma ma non ha trovato distribuzione in sala, solo in questo modo si porge alla platea italiana. Se è sempre benvenuta l'uscita di un'opera "invisibile" nel nostro paese, e va apprezzato a priori il lavoro di chi ci punta e la distribuisce, stavolta le attese sono parzialmente malriposte.
 

Il documentario scelto dall'Academy racconta la storia personale di Philippe Petit. Di professione funambolo, l'uomo realizzò l'impresa della sua vita nel 1974: un’esibizione illegale su un cavo d’acciaio sospeso tra le Twin Towers di New York. I concetti di sogno e rischio vengono filtrati dal ricordo, nel lavoro di questo cineasta americano, che oltrepassa la singola vicenda per giocare sull'immaginario: la costruzione delle Torri Gemelle, rivista adesso, rimanda inevitabilmente al loro crollo, la scena del funambolo che dalla vetta guarda verso il basso suggerisce un chiaro slittamento di senso.

La ricostruzione è corretta ma sostanzialmente ha una sola idea: 2008 contro 1974, ovvero colore contro bianco e nero. Con ritmo da thriller, la rievocazione si intreccia alle memorie intime del protagonista, però traballa paurosamente quando vuole risultare significativa a tutti i costi: ecco allora il presidente Nixon che parla in Tv del Watergate, e dall'altra parte gli americani comuni che guardano all'impresa e si interrogano sulle ragioni. Tutti ovvi passaggi dal particolare all’universale, questi, esattamente come la scarica di vento che si abbatte sulle Torri e ripropone lo spunto primitivo del duello Uomo/Natura.

In tale contesto, il dato più rilevante è l’"incredibilità" della visione: l’uomo sulla fune è registrato da mezzi amatoriali, di fatto cammina nel vuoto. La prospettiva inganna e si compie l'incredibile: Philippe Petit in sospensione diventa una metonimia del "fare cinema". E' uno dei pochi stralci interessanti del lavoro di Marsh, unanimemente apprezzato, che poi si lascia andare alla deriva nostalgica e suona come l'ennesima variazione sul tema di "come eravamo".

(Man on wire – Regia: James Marsh – Durata: 94’ - Cast: Philippe Petit, Jean-Francois Heckel, Jean-Louis Blondeau – Distribuzione: Feltrinelli)

Il Dvd sul sito Feltrinelli

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Di Emanuele Di Nicola il 05/10/2009 alle 18:52



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