29/05/2009
Ken Loach incontra Eric Cantona
Il nuovo film di Ken Loach, Looking for Eric, è stato presentato in Concorso a Cannes 2009.E' la storia di un postino depresso, appena abbandonato dalla moglie, a cui Eric Cantona farà tornare la voglia di andare avanti. “Ognuno è in cerca di un eroe. Con un pò di fortuna lo può trovare”, dice lo spot del film, nelle sale inglesi il 12 giugno. Ci sarà la working class ma questa volta il film virerà sulla commedia.
(Ansa, 05/04/2009)
Di Emanuele Di Nicola il 29/05/2009 alle 16:01 | Non ci sono commenti
28/05/2009
Ernesto Guevara goes to Hollywood
Non aspettatevi troppo dalla prima parte del film di Steven Soderbergh sul “gesù cristo” della sinistra.Che - L'argentino, presentato al Festival di Cannes di 2008, e negli Usa al New York Film Festival, copre dal 1955 a fine 1958 con la presa di Santa Clara. Il cineasta americano, che alterna notoriamente produzioni indipendenti e alto budget, è qui alle prese con il secondo e ci consegna un compromesso strategico.
Lo schema dei primi 131 minuti – le due parti sono uguali, il film ne dura 262 -, si esaurisce nella formula “ideologia + guerriglia”. L’azione del Movimento 26 luglio e i fatti di Cuba (colore) si alternano chirurgicamente al viaggio del Che in America (bianco e nero), con riferimento particolare al discorso pronunciato all’Onu l’11 dicembre 1964. Monologhi sull’imperialismo e sul significato della rivoluzione, dunque, insieme a più immediate scene di conflitto.
[continua]
Di Emanuele Di Nicola il 28/05/2009 alle 18:51 | Non ci sono commenti
15/05/2009
Un anno al call center
Non fai in tempo a festeggiare che arrivano i problemi. E’ questa la condizione dei giovani italiani nella visione di Federico Rizzo, che esordisce alla regia con Fuga dal call center: il suo protagonista, Gianfranco, finisce di brindare per la laurea in vulcanologia e deve subito cercare lavoro. Non trova niente, si arrangia nel call center. Diventa quindi precario, nel senso pieno del termine, anche sul campo affettivo: si sfilaccia il rapporto con la fidanzata, Marzia, cameriera part-time e telefonista di una linea erotica. L’intreccio di finzione si alterna alle interviste realizzate con operatori veri, che in “tenuta da lavoro” (cuffia alle orecchie) spiegano le proprie esperienze e umiliazioni, ma rivelano anche speranze e dignità. Se il precariato è il cuore della pellicola, questo non ha la pesantezza del tema nobile, ma si affida a una trattazione inventiva impostata su simboli e metafore: come i vertici del call center che collezionano figurine dei precari o la paradossale prova di ingresso, condotta da uno psicologo a sua volta [continua]
Di Emanuele Di Nicola il 15/05/2009 alle 16:32 | Non ci sono commenti
15/05/2009
Guediguian a Cannes con L'armée du crime
Robert Guediguian ha presentato in questi giorni a Cannes il suo nuovo film, L'armée du crime.Il cineasta di Marsiglia, autore di opere fondamentali come A l'attaque! e La ville est tranquille, ci ha lasciato con Le passeggiate al campo di Marte, sontuoso affresco sugli ultimi giorni di vita di Mitterand. Poi ha scontato la consueta miopia dei distributori italiani: il film successivo, Le voyage en Armenie, non è uscito in sala ma si è visto solo al Festival di Roma 2006. Peccato, perchè il "ritorno a casa" di una donna armena immigrata in Francia, evidente alter ego del regista (Guediguian ha genitori armeni), ha molti motivi di interesse e suggestione. Anche dell'ultimo film, Lady Jane, nessuna traccia.
[continua]
Di Emanuele Di Nicola il 15/05/2009 alle 16:31 | Non ci sono commenti
15/05/2009
Nel particolare
Oggi nessun cineasta americano sa filmare il dettaglio come James Gray.Two Lovers è grande soprattutto per questo. Dopo I padroni della notte, prima uscita nelle sale italiane, cambia il genere ma non lo stile: dal gangster movie al romance, a dimostrazione che il suo tratto prescinde dallo script e si riferisce solo a sé stesso.
Nel dramma sentimentale in forma di triangolo, che coinvolge l’attore-feticcio Joaquin Phoenix, Vinessa Shaw e Gwineth Paltrow – ma la trama è più che mai secondaria -, il metodo Gray è banale da descrivere quanto stupefacente a vedersi: raggruppa gli stereotipi del filone, li espone, poi lascia il contesto generale e focalizza solo sui dettagli (luoghi, oggetti, volti) deviando totalmente l’attenzione, l’occhio è fisso sul particolare. [continua]
Di Emanuele Di Nicola il 15/05/2009 alle 16:30 | Non ci sono commenti
15/05/2009
Italia 1969-2009
Un grande evento, naturalmente, non si consegna subito al campo dell’elaborazione artistica: prima viene percepito in modo parziale, non entra ancora nella coscienza, è una trattazione inconsapevole ma già inizia a lasciare traccia. Esattamente ciò che avviene con il cinema italiano nel 1968 e 1969. Cosa fanno i grandi registi in quegli anni?Il giovane Bertolucci è apertamente politico in Partner, con la storia di un maestro di teatro alle prese con il suo alter ego rivoluzionario. Pasolini chiude Teorema con un finale sessantottino: il pater familias, ormai distrutto e umiliato, si spoglia e fugge dalla fabbrica di sua proprietà. Fellini si applica al Satyricon e con i personaggi di Petronio Arbitro, i costumi eccessivi come risposta alla decadenza generalizzata, offre una vasta rete di sottintesi. Non si filma direttamente il movimento studentesco, ma sono presenti rimandi, metafore, segni con significati precisi. Insomma, si parla al passato per alludere al presente. [continua]
Di Emanuele Di Nicola il 15/05/2009 alle 15:46 | Non ci sono commenti
15/05/2009
L'America vuole delle spiegazioni
Clint Eastwood è la voce dell’America, questo è un fatto.Il 79enne attore e regista di San Francisco negli ultimi anni si è impegnato per occupare il ruolo di “grande vecchio” del cinema Usa: ha ormai esplorato una lunga lista di temi, dalla violenza come degenerazione sociale di Mystic River (con un occhio particolare al lato oscuro della famiglia) all’eutanasia di Million Dollar Baby, senza dimenticare la manipolazione della Storia – che ricade ovviamente sull’attualità -, il pegno da pagare alla Verità e l’ambiguità dell’ideologia nel dittico Flags of our fathers / Lettere da Iwo Jima.
I due temi di Gran Torino, va detto subito, sono l’Integrazione e la Giustizia. Integrazione perché il vecchio protagonista, Walt Kowalski, veterano della guerra di Corea, si trova a confrontarsi con la comunità [continua]
Di Emanuele Di Nicola il 15/05/2009 alle 15:36 | Non ci sono commenti
15/05/2009
Non è una canzone d'amore
Oltre ai pregi generalmente sottolineati, che hanno imposto il film all’attenzione internazionale, preme sottolineare un’altra caratteristica basilare nel lavoro di Ari Folman: lo studio delle barriere mentali che si usano per rimuovere un conflitto. Il regista le ha conosciute, rielaborate e qui ne dà una lettura peculiare. Le menti dei soldati hanno cancellato la guerra o cercano di nascondere i ricordi dietro trasfigurazioni metaforiche: nella fase onirica, infatti, il nerd incontra una donna bellissima, gli scontri si stagliano su sfondi idilliaci, molti elementi rimandano alla frivolezza e al divertimento – vedi il giovane militare che, intento a evitare proiettili, intavola l’impossibile ballo del titolo… [continua]
Di Emanuele Di Nicola il 15/05/2009 alle 15:21 | Non ci sono commenti
15/05/2009
Germania: i conti col passato
La vicenda del professore liceale, che simula la nascita di un regime autoritario e finisce per coinvolgere troppo i suoi alunni, ha un chiaro significato politico: il cosiddetto “nuovo cinema tedesco” – definizione spesso riproposta, appena un “nuovo cinema …” si affaccia nelle nostre sale – si interroga apertamente sulle ombre del proprio passato. Senza soffermarsi troppo su L’onda, film unanimemente detestato che nel finale diventa anche imbarazzante, conviene piuttosto azzardare una riflessione complessiva.Il nazismo, la Stasi, il terrorismo rosso, i crimini della Chiesa: sono questi, a giudicare dai lavori arrivati ultimamente in Italia (e quindi per forza di cose con un’ottica limitata), i temi prediletti in Germania dai cineasti di ultima generazione. [continua]
Di Emanuele Di Nicola il 15/05/2009 alle 15:09 | Non ci sono commenti
14/05/2009
La notte della tradizione
E’ imperativo recuperare in Dvd una delle opere più belle e trascurate della scorsa stagione: La notte dei girasoli di Jorge Sánchez-Cabezudo. La pellicola, uscita a giugno 2008, è passata completamente in sordina, ospitata in pochissime sale nel sonnolento periodo cinematografico estivo. In realtà il film fu una rivelazione alle Giornate degli Autori di Venezia 2006, ora capiamo perché.Riassumere la trama di questo esordio spagnolo sarebbe lungo e inutile: è un drammatico-noir intricatissimo ambientato nella campagna della Castiglia, che inizia con l’omicidio di un serial killer e finisce con un “patto” tra colpevoli e autorità per occultare un cadavere. Il succo: due speleologi verificano l’importanza di una nuova cava, appena scoperta, li segue la ragazza di uno di questi, Gabi. Si calano nella grotta, poi riemergono e trovano la giovane in stato confusionale: è stata appena aggredita dallo stesso maniaco.
[continua]
Di Emanuele Di Nicola il 14/05/2009 alle 15:04 | Non ci sono commenti



