01/07/2009
Il crepuscolo degli idoli
Billie Jean is not my lover!
Ma come faceva quell’uomo a camminare all’indietro? Me lo chiedevo da bambino, quando guardavo la televisione e mi fermavo qualche minuto sui canali musicali. L’ho capito molto tempo dopo: era proprio come Harry Houdini, che nei primi anni del ‘900 si liberava da corde, catene e manette immerso in una bolla d’acqua, sotto gli occhi del pubblico. Persone che fanno cose impossibili con il corpo.
Per questo nelle sue esibizioni - sarebbe sbagliato e fuorviante chiamarli “concerti” – a un certo punto la folla impazziva, cominciava a strillare, perché era il momento che aspettava: la moonwalk di Michael Jackson non era questione di forma ma di sostanza, lui davvero camminava sulla luna.
Sentiamo tanto su questa storia, alcune notizie di cronaca e molte speculazioni. Non ci hanno detto, però, cosa succede quando scompare un idolo. E non è un giudizio di valore: anche un non jacksoniano come me, in tutta serenità, deve ammettere che lo ha segnato com’è inevitabile con un personaggio di questo peso. Quando muore un artista così, muore un pò anche il suo pubblico. Appunto: finisce l’ipotesi di sollevare il corpo dalle usuranti attività quotidiane (mangiare, lavorare, dormire) e dargli un altro significato, inclinarlo a 45 gradi, muoverlo all’indietro…
Questo posso dirlo, non era certo una popstar. Malgrado le investiture e i soprannomi, la sua estraneità all’universo popstar è provata e verificata: per il “Michael Jackson 30th Anniversary Celebration” (2001) Jackson si esibisce con Britney Spears, insieme fanno The way you make me feel. L’abisso tra i due, visti sullo stesso palco, è praticamente crudele. Jackson non era un genio, aveva “soltanto” talento: nessun risultato era frutto di illuminazione, ognuno dovuto a esercizio metodico, soluzioni curatissime, prove infinite. Ora girano le foto di quelle per il prossimo tour, l’ultimo. Sembrano foto di eventi veri: il corpo proiettato nel futuro e nell’impossibile. In questi giorni tutto il mondo lo piange, per una volta vorrà dire qualcosa.
Di Emanuele Di Nicola il 01/07/2009 alle 16:45


